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Jessica Malfatto














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Jessica Malfatto

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Mi chiamo Jessica Malfatto, sono nata il 19 febbraio 1989 a Bollate (Mi) e vivo a Paderno Dugnano (Mi).

 

Nel luglio 2008 mi sono diplomata al liceo scientifico C.E. Gadda di Paderno Dugnano.

 

Attualmente frequento il secondo anno della facoltà di Lettere Moderne all’Università Cattolica di Milano e collaboro con un settimanale, scrivendo articoli.

 

Nel mese di gennaio 2007 è stata pubblicata la mia prima raccolta di poesie dal titolo “Il sapore dei  sogni” (Ed. Il Filo).

Questo libro è stato selezionato tra i sette finalisti nella sezione  “Proposta – Opera Prima” alla XVI edizione del Premio Letterario “Camaiore”, organizzato dal Comune di Camaiore (Lucca).

 

 

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Jessica Malfatto

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Nel luglio 2008 ho iniziato a collaborare con la casa editrice “Parole sparse Edizioni”, valutando manoscritti inediti.

 

Nell’aprile 2009 ho avviato una collaborazione con il “Centro Giovani e Poesia” di Triuggio (Mi). (Sono membro del Consiglio Direttivo).

 

Sono stata nominata Presidente di Giuria del Premio di Poesia “Giosafatte Rotondi” che verrà avviato nell'anno 2010 dal Movimento "Cavalieri per L'Europa".

 

Sono membro della Giuria del Premio Internazionale di Poesia “Centro Giovani e Poesia” di Triuggio (Mi).

 

 

 

“Ha soli 21 anni ma la sua produzione letteraria dimostra come la passione e l’amore per la scrittura siano suoi compagni di vita praticamente da sempre. Si chiama Jessica Malfatto questa ragazza di Paderno Dugnano che è riuscita ad essere selezionata tra i 25 finalisti del Premio Campiello Giovani 2010.

“Ho partecipato con un racconto che si intitola ‘La vita in un istante’ – ci racconta Jessica – Il  racconto tratta del rapporto tra un generale nazista e un ragazzino ebreo al quale sono morti entrambi i genitori. La trama racconta un rapporto complesso, particolare: il generale nazista salva il ragazzino portandolo a casa con sè. Il ragazzino, Daniel, però non accetterà mai questa ‘nuova vita’. Il finale presenta un colpo di scena...”.

Ovviamente la scrittrice padernese non ci svela la conclusione della sua opera anche per non rovinare la lettura di qanti vorranno riservarsi la lettura del suo racconto”

(Da “La Calderina” - aprile 2010)

 

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